Al Museo dell’Olio della Sabina il ricordo di Maria Lai e delle sue opere

Domenica 20 maggio 2018 si terrà a Castelnuovo di Farfa una giornata di festa per ricordare Maria Lai e le sue opere, nel Museo dell’Olio della Sabina. L’artista sarà rievocata con una mostra che sarà visitabile solo nel corso di tale evento, durante il quale le sue parole, le immagini del suo lavoro al museo e il video di un’inedita intervista, permetteranno di ricostruire il suo particolare legame con la Sabina.

L’evento: olio e cultura a braccetto

La giornata avrà inizio con l’inaugurazione alle ore 11:00 della sala del Gioco dell’Oca, l’ultima opera realizzata da Maria Lai. Si visiteranno i luoghi del museo per poi ritrovarsi nel borgo per un assaggio di cibi conditi con il gustoso olio extravergine sabino. Nel primo pomeriggio i visitatori avranno l’occasione di vivere in prima persona i giochi per l’arte creati dall’artista: si giocherà al “Gioco del volo dell’oca” con i narratori del museo dell’olio e con le “Carte per l’arte”, assieme alle educatrici del Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma.

Successivamente i visitatori avranno l’opportunità di fare un percorso di campagna fino al sito di San Donato, l’ultima stazione del museo, accompagnati dalla lettura di poesie care a Maria Lai. La giornata si concluderà con un incontro musicale nella chiesa medievale ed un aperitivo di saluto.

Chi è Maria Lai ?

Scomparsa a 93 anni nel 2013, è una delle più grandi artiste italiane del novecento. Importanti musei italiani e internazionali hanno celebrato Maria Lai, che viene considerata oggi anche all’estero un’importante artista contemporanea. Era nata nel 1919 a Ulassai, in provincia di Nuoro, dove si trova “La stazione dell’arte”, un museo unico nel suo genere, che testimonia il legame intenso tra Maria Lai e il suo paese d’origine; un’ex stazione ferroviaria che offre un percorso emozionante attraverso le opere della grande artista sarda. Grazie a Maria Lai Ulassai, da paese simbolo dell’isolamento della Sardegna è diventato uno dei centri di aggregazione culturale dell’isola.

Il Museo dell’olio di Castelnuovo di Farfa

Anche nel museo sabino si possono ammirare le opere dell’artista sarda Maria Lai: “L’Albero del Poeta”, in cui le parole di un’antica favola sono incise sulla chioma lignea di un albero e “Olio di Parole”, un corridoio che riporta il visitatore alla nascita dell’Universo. Il Museo dell’Olio rappresenta uno scrigno d’arte e cultura che, attraverso l’olio, racconta la storia e le tradizioni della Sabina. All’allestimento del museo, oltre a Maria Lai, parteciparono artisti e maestri della scultura contemporanea, con istallazioni all’interno del sito museale e del borgo.

Il percorso, iniziato con le opere dell’artista sarda,  prosegue con l’opera di Alik Cavaliere, “Frammenti di fonderia di un opera incompiuta.” Al primo piano, scendendo alcuni scalini, si entra in una grotta nella quale si trova la magnifica opera del grande scultore e architetto giapponese, scomparso nel marzo 2018, Hidetoshi Nagasawa, “Ulivo Viaggiante”, un ulivo in rame capovolto che scende dalla volta della grotta, cui risponde un magico cielo popolato di stelle, costituito dal fondo allagato sul quale galleggiano delle piccole barche illuminate da piccole fiamme.

Al secondo piano è possibile ammirare Oleophona, di Gianandrea Gazzola. Qui l’olio cade goccia a goccia in alcuni orci del settecento, mentre nella sala accanto un tronco d’olivo roteante,  è accarezzato da quattro archi; tutto ciò, grazie all’abilità e alla creatività dell’artista, genera un insieme di suoni e melodie che stregano i visitatori. Nella Sala della Memoria vengono proiettate immagini di vita popolare e quotidiana con canti e suoni della comunità sabina. Nel museo sono esposti antichi torchi in legno e ferro, provenienti anche dai paesi vicini. Il percorso museale continua anche nel borgo con un antico forno per il pane e nella campagna circostante con il sito archeologico altomedievale di San Donato.

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