Benedizioni pasquali in fabbrica: il sapore del lavoro tra tecnologia e umano

Il percorso di conoscenza delle aziende del territorio ha visto il vescovo Domenico spingersi fino a Borgorose.

Seguendo il filo delle benedizioni pasquali, mons Pompili ha infatti incontrato tre aziende del territorio al confine tra Lazio e Abruzzo: la Pacaro, attiva nella «logistica del freddo», la Agorà, specializzata nel service di grandi eventi, e la Birra del Borgo.

Tre realtà che dimostrano come al netto delle difficoltà del territorio, creatività, voglia di fare e uso intelligente della tecnologia si possa creare occupazione e fare economia.

Tutti aspetti toccati dal vescovo nei brevi commenti alle letture. «Gesù si definisce la vite vera e noi siamo i tralci. È interessante – ha notato mons Pompili – come Gesù parli di Dio facendo sempre riferimento a esperienze molto concrete come quelle della vigna, cioè attraverso esperienze del mondo del lavoro».

Un tratto che secondo don Domenico sottolinea l’importanza dell’attività umana, talvolta messa in discussione dalla tecnologia: «oggi il problema del lavoro è il rapporto tra le nuove tecnologie e l’umano. Credo che questa sia una novità dei nostri tempi con cui dobbiamo fare i conti: non possiamo rottamare le macchine, ma neanche correre il rischio che gli uomini al lavoro siano troppo pochi rispetto a quelli necessari perché la società possa vivere». Secondo mons Pompili si tratta cioè di trovare «un’equilibrata la distribuzione tra macchine e persone, in modo che più persone che vengano coinvolte nei processi di produzione».

Processi che richiedono sapienza. Una parola che il vescovo, nello stabilimento della Birra del borgo, ha ricondotto a “sapore”: «Voi qui siete immersi nella ricerca di gusti e sapori inediti della birra per farne un prodotto di nicchia che sta ottenendo i suoi risultati. La ricerca del gusto, del sapore, è la chiave della nostra vita. Quando le cose non hanno più gusto e sapore si diventa un po’ depressi. La vostra ricerca diventa un augurio perché la vostra vita più in generale sappia sempre trarre gusto da quello che fa».

Rispondi