Verso il “Venerini Day”: nei bambini la carica per andare avanti

«Quando ho sentito la vocazione avevo diciassette anni, era appena caduto il regime, era tutto un po’ complicato, non si riuscivano a trovare neppure libri religiosi»: suor Maddalena, 44 anni, si racconta a partire dalla sua infanzia e adolescenza, vissute in Romania subito dopo la caduta di Nicolae Ceaușescu.

Un’epoca complicata in cui le cose si dovevano fare di nascosto, quando perfino leggere era un rischio: «la mia educazione religiosa proviene dalla famiglia che mi ha adottata, erano molto attaccati alla fede e me l’hanno trasmessa, anche attraverso libricini sulle vite dei Santi trovati in casa».

Mai un’esitazione durante il suo percorso di vita consacrata, mai un tentennamento, «Gesù è stato importante nella mia vita fin da piccola, lo amo a tal punto che quando ho sentito la sua chiamata in me è nato subito il desiderio di donargli la mia vita». Una scelta comunicata subito alla famiglia, «per loro non è stato semplice accettare la cosa, avevano delle aspettative diverse, tipo avere dei nipotini, ma poi anche attraverso la mediazione del parroco hanno capito che quella era la mia strada».

Ancora giovanissima, la partenza per l’Italia. Non esistevano suore ai tempi: la vita consacrata non era ancora presente in Romania, e un sacerdote che si occupa delle nuove vocazioni aiuta suor Maddalena a conoscere la Congregazione delle Maestre Pie Venerini, in procinto di aprire case anche nel suo Paese d’origine: «le abbiamo conosciute e poi abbiamo deciso di partire per l’Italia. Non sapevo una parola d’italiano, e ricordo che mia madre era molto preoccupata, tuttavia mi fidavo di Dio e sono partita contenta e senza nessuna paura».

La calda accoglienza delle consorelle nel nostro Paese fornisce un prezioso aiuto per superare ogni difficoltà, anche quelle più grandi legate ad una grave malattia: «posso dire che anche durante quei momenti sono stata sempre sicura della scelta fatta a diciassette anni, e convinta che quella fosse la mia strada, soprattutto quella educativa».

Sempre nell’ambito della formazione per bambini, suor Maddalena arriva due anni fa a Rieti dopo Chiusi, San Sepolcro, Roma, Pesaro «l’impatto con la città è stato buono, ma è ancora tutto da scoprire». Nella scuola di via Pietro Boschi, le Maestre Pie Venerini accolgono bimbi con età dai tre ai sei anni: «educare i bambini mi fa stare bene, stare in mezzo a loro mi dà tanta gioia, mi piace accompagnarli nella crescita, pur nel breve periodo in cui li seguo. Mi piacerebbe che portassero nel cuore un bel ricordo degli anni trascorsi con me».

Il pensiero dei “suoi” bambini e il desiderio di tornare in mezzo a loro ha accompagnato suor Maddalena anche nei momenti duri legati ai problemi di salute: «quando ho dovuto lasciare il mio lavoro ne ho avuto tanta nostalgia, ne incontravo qualcuno che mi diceva “quando torni ad essere la nostra maestra?”, e quella frase mi dava la carica per il futuro e rimettermi in carreggiata».

In questo periodo, la Congregazione reatina è impegnata nella preparazione dell’undicesima edizione del “Venerini Day”, che quest’anno sarà ospitato al Centro Pastorale di Contigliano: «una giornata di festa tra alunni e famiglie che si incontrano nelle scuole, un modo per stare tutti insieme che quest’anno svolgeremo a Rieti a causa del tema della solidarietà che sarà rivolto alle popolazioni terremotate del centro Italia».

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